Funzioni Centrali
Il 2024 è stato l’anno nel quale la Cisl FP ha avviato le trattative per la tornata di contrattazione pubblica 2022-2024.
Il Ccnl Funzioni Centrali 2022-2024 è stato sottoscritto nel 2024 e, dopo la certificazione della Corte dei Conti, si è proceduto a sottoscrivere definitivamente il contratto lo scorso 27 gennaio 2025.
La CISL FP ha lavorato con coerenza e responsabilità per ottenere un accordo che portasse benefici concreti ai lavoratori, smascherando al contempo le falsità diffuse da alcuni sindacati non firmatari.
Tra i principali punti qualificanti dell’accordo spicca l’aumento salariale del 6%, con un incremento medio di 165 euro lordi al mese. È stata inoltre confermata la proroga delle progressioni verticali “in deroga” fino al 30 giugno 2026, ampliando le opportunità di crescita professionale. Per migliorare la conciliazione tra vita lavorativa e privata, è stata garantita la possibilità di lavoro agile con la conquista del buono pasto erogato anche nelle giornate di smart working. Il contratto introduce maggiore trasparenza nelle procedure di attribuzione degli incarichi e un rafforzamento della valorizzazione economica delle posizioni organizzative. Infine, l’intesa accelera il rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027, con 5,5 miliardi di euro già stanziati in Legge di Bilancio.
Questo contratto non è solo una risposta alle esigenze attuali dei lavoratori, ma rappresenta un ponte verso il futuro. Con la chiusura tempestiva del CCNL 2022-2024, la CISL FP ha avviato un percorso che permette di garantire continuità nelle negoziazioni con il Governo e l’Aran, evitando ritardi negli aumenti e nella tutela dei diritti contrattuali.
Il contratto 2022-2024 rappresenta quindi una conquista significativa per il settore, rafforzando le tutele economiche e normative e ponendo le basi per una futura contrattazione efficace e continuativa.
Focus:
I contenuti dell’accordo
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Enti Locali
DIRIGENZA
Il 15 luglio 2024, al termine del lungo iter di controllo e certificazione, abbiamo sottoscritto definitivamente, presso l’Aran, il nuovo CCNL dell’Area dirigenziale delle Funzioni Locali per il triennio 2019-2021.
Il nuovo contratto, in continuità con il Ccnl 2016-2018, rafforza le tutele economiche e normative, aggiornando retribuzioni e tabellari, ampliando la partecipazione sindacale e introducendo tempi certi per la contrattazione integrativa. Estende lo smart working ai dirigenti e segretari comunali e provinciali, migliora le tutele per le assenze e i diritti civili, e introduce nuove disposizioni sul patrocinio legale, limitando le possibilità di diniego da parte delle amministrazioni. Sono previsti aumenti nei Fondi risorse decentrate per i dirigenti degli enti locali e incrementi retributivi per i dirigenti PTA. Per i segretari comunali e provinciali viene superato il contratto integrativo nazionale, ridefinendo la struttura retributiva e migliorando le indennità.
PERSONALE DEL COMPARTO
L’anno 2024 è stato l’anno in cui si è aperto il tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2022-2024, relativo al personale del comparto.
Gli incontri in Aran, fino ad oggi, hanno portato risultati apprezzabili ma rischiano di essere compromessi a causa del blocco della trattativa che al momento prosegue nei soli tavoli tecnici. È fondamentale riaprire il dialogo per assicurare un contratto che risponda alle esigenze reali dei dipendenti e che promuova condizioni più eque e tutele adeguate.
Tra le priorità di questa negoziazione spiccano l’armonizzazione degli inquadramenti per il personale educativo e scolastico e l’introduzione di meccanismi che favoriscano la crescita professionale. Viene posta particolare attenzione anche alle condizioni economiche, con richieste volte a migliorare i trattamenti per il lavoro nei giorni festivi e a garantire maggiore flessibilità nella gestione di ferie e riposi.
Un altro tema centrale è il riconoscimento dei tempi di vestizione per una più ampia platea di lavoratori e l’introduzione di benefici economici, come il rimborso per l’iscrizione agli ordini professionali e il miglioramento dei trattamenti previdenziali grazie al conglobamento dell’indennità di comparto nello stipendio tabellare.
Questi interventi mirano a rafforzare il ruolo e il riconoscimento dei dipendenti delle funzioni locali, costruendo un contratto che valorizzi il loro impegno quotidiano e risponda alle sfide del settore. L’obiettivo è garantire maggiore equità e dignità professionale per tutti i lavoratori coinvolti.
Sanità Pubblica
L’anno 2024 è stato l’anno in cui si è aperto il tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL Sanità Pubblica 2022-2024.
In questi mesi abbiamo lavorato con determinazione per garantire ai lavoratori, alle lavoratrici e ai professionisti della Sanità Pubblica un contratto che riconoscesse il loro impegno quotidiano e rispondesse alle esigenze concrete di chi opera in prima linea per la salute dei cittadini. Il testo che avevamo costruito con mesi di negoziato e di pressing su Governo e Parlamento rappresentava un importante passo avanti per le tutele economiche e normative del personale sanitario.
Tra i risultati ottenuti, avevamo garantito un aumento medio delle retribuzioni del 7%, pari a oltre 170 euro lordi al mese su 13 mensilità, a cui si aggiungevano ulteriori 90 euro annui pro capite per incrementare i fondi contrattuali. Inoltre, tutte le indennità erano state rivalutate grazie a specifici stanziamenti di legge, assicurando un giusto riconoscimento economico ai lavoratori.
La nostra azione ha permesso di introdurre anche nuove tutele per la sicurezza sul lavoro, stabilendo l’obbligo per le aziende di farsi carico delle spese legali in caso di aggressioni al personale sanitario. Si trattava di una misura fondamentale per garantire maggiore protezione a chi, ogni giorno, si trova a fronteggiare situazioni di rischio.
Oltre agli aspetti economici e di sicurezza, ci siamo battuti per migliorare la qualità della vita lavorativa. Avevamo ottenuto il riconoscimento del buono pasto per chi lavora in smartworking, l’avvio della sperimentazione della settimana corta, la proroga delle progressioni economiche in deroga e nuove garanzie per il personale in età avanzata. Abbiamo inoltre impedito la disapplicazione dell’OSS senior, ampliato l’accesso all’area EQ con la laurea triennale e garantito una maggiore flessibilità per la libera professione extramuraria. Un altro importante risultato è stato l’equiparazione delle indennità delle ostetriche a quelle degli infermieri, un traguardo che valorizza ulteriormente il ruolo di queste professioniste.
Nonostante il lavoro svolto e i risultati ottenuti, la mancata firma del contratto da parte di CGIL, UIL e Nursing Up ha temporaneamente bloccato questi progressi, lasciando 580mila lavoratori senza aumenti salariali, arretrati e nuove tutele. Questo stallo ritarda anche l’avvio delle trattative per il rinnovo 2025-2027, compromettendo la possibilità di garantire continuità alla contrattazione nel breve periodo e durante la vigenza contrattuale. Inoltre, il recupero del potere d’acquisto, con aumenti medi di oltre 350 euro mensili, è ora rinviato per un tempo indefinito
Continuiamo a portare avanti il nostro impegno con coerenza e responsabilità, perché crediamo che i lavoratori della Sanità Pubblica meritino un contratto all’altezza del loro valore e del loro servizio alla collettività.
Focus:
Sanità Pubblica
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Terzo Settore
Il sistema di welfare del Paese, specialmente nella gestione del post-pandemia, è in profonda revisione, con una costante ridefinizione della sua architettura, per rispondere ai crescenti e mutevoli bisogni dei cittadini, nonché alle diverse e nuove modalità di risposta. Questi bisogni emergono sotto l’influenza di vari fattori: l’andamento demografico, con il rapido invecchiamento della popolazione; la crescita delle condizioni croniche e delle comorbilità sanitarie; l’arretramento della capacità di risposta delle famiglie; e la necessità di trovare soluzioni immediate a vecchie e nuove emergenze sociali, sanitarie ed educative.
Questo contesto in trasformazione ha coinvolto il legislatore, che negli anni è intervenuto più volte per ridisegnare il quadro normativo o applicare norme esistenti, spesso solo parzialmente attuate, con inevitabili ripercussioni sulle istituzioni periferiche dello Stato (Riforma del Titolo V della Costituzione, introduzione del principio di sussidiarietà, Riforma del Terzo Settore, DDL Anziani, territorializzazione delle risposte, riforma del codice dei contratti pubblici, ridefinizione dei sistemi di accreditamento e delle modalità di affidamento dei servizi.)
Conseguentemente a questa evoluzione di contesto, il comparto si è dovuto adeguare e si sta adeguando ai cambiamenti in corso. Il Terzo settore sta allargando gradualmente il proprio perimetro e i propri confini nella gestione dei servizi alla persona, il cui processo di transizione va necessariamente governato dal sindacato per esercitare al meglio la propria azione di rappresentanza partecipativa, specie per rispondere adeguatamente alla questione salariale del comparto, oltre che le modalità di rappresentare al meglio una platea di personale in costante aumento. Si rileva inoltre l’ascesa nella gestione dei servizi di big players privati “for profit“ dell’assistenza in ambito socio-sanitario e nelle RSA che nei fatti stanno modificando i perimetri del Terzo Settore disegnando una nuova complessità fatta di enti privati, multinazionali e società profit e benefit.
Cambiano le norme, i bisogni, i perimetri e di conseguenza cambia la contrattazione.
AZIONI CONTRATTUALI
La stagione contrattuale del 2024 ha infatti ha registrato risultati storici con aumenti retributivi mai raggiunti nella storia del comparto oltre che un profondo irrobustimento del sistema di diritti e tutele:
- Rinnovo del CCNL Cooperative Sociali 2023-25 con il 12,5% di aumento
- Rinnovo del CCNL ANFFAS 2023-25 con il 10,5% di aumento
- Rinnovo del CCNL Opere Valdesi 2023-25 con 10,5% di aumento
- Sottoscrizione ipotesi di rinnovo del CCNL Uneba 2023-25 con il 10,4% di aumento
- Unificazione dei CCNL ANPAS e Misericordie 2020-2022 con l’allineamento ai tabellari del CCNL Croce Rossa Italiana 2020-22
Oltre agli aumenti economici elencati sono state introdotte discipline a valenza economica che hanno contribuito a fornire risposte significative a lavoratrici e lavoratori quali a mero titolo esemplificativo: riconoscimento del trattamento economico della maternità al 100%, ridefinizione dei sistemi di classificazione del personale, aumento delle quote di assistenza sanitaria integrativa, introduzione dei tempi di vestizione e svestizione al primo livello di contrattazione, introduzione di specifiche indennità professionali.
Ulteriore novità che ha permesso di invertire la rotta della contrattazione nazionale è stata l’introduzione del concetto di corresponsabilità della committenza pubblica nell’adeguamento di rette e tariffe, superando la logica di rinnovi in base alle mere risorse disponibili nei bilanci degli Enti. Sfida raccolta dalle Associazioni datoriali con le quali sono stati costituiti organismi paritetici ad hoc o definiti protocolli di azione comuni con l’obiettivo di perseguire l’adeguamento delle risorse per la gestione dei servizi.
Restano aperte questioni rilevanti come il rinnovo dei CCNL AIAS, AVIS, la definizione del CCNL unico del trasporto sanitario (Croce Rossa, Anpas/Misericordie), riportare il CCNL ANASTE nel perimetro confederale: azioni essenziali per proseguire il percorso di valorizzazione professionale e salariale di lavoratori del settore ed incrementare il sistema di diritti e tutele. Si sottolinea infine l’apertura in corso di vigenza del negoziato per il rinnovo del CCNL Confcommercio Salute Sanità e Cura a dimostrazione dell’inversione di rotta nel sistema della contrattazione del comparto.
APPROCCI ORGANIZZATIVI
- Intensificazione e consolidamento del supporto alle Federazioni regionali e territoriali
- Partecipazione alle attività dei coordinamenti regionali e territoriali
- Potenziamento della rete dei coordinatori regionali e territoriali
- Formazione a livello regionale degli operatori del settore
- Intensificazione delle attività proprie del Coordinamento Nazionale del Terzo Settore con un maggior numero di riunioni in videoconferenza e in presenza.
Focus:
Terzo Settore
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Enti privatizzati
Federcasa: Rinnovato il CCNL per il triennio 2022-2024, firmato il 6.11.2024. Incremento massa salariale 7,5% dal .1.12.2024 fino al prossimo rinnovo (150€ medi lordi mensili); per gli anni 2022-2023 pagamento una tantum 6%; una tantum 7% copertura dal 1.1.2024 fino al 30.11.2024 (circa 1200€ sul livello medio B1). Tutti i pagamenti spalmati sull’anno 2025, suddivisi in 4 tranche, parametrati e decurtati dell’IVC se già pagata.
Federculture: trattativa in corso per il CCNL del triennio 2022-2024 in ritardo rispetto alle vigenze a causa di avvicendarsi degli organismi di parte datoriale a causa di problemi con la misura della rappresentatività e con la proposta economica e sulla parte normativa relativa al campo di applicazione e aziende coinvolte. Ultimo contratto vigente è quello del triennio 2019-2021, firmato il 28/12/2022.
Fabbricerie: Trattativa aperta per il CCNL del triennio 2024-2026, presentata la piattaforma unitaria ma la negoziazione procede a rilento e nel frattempo si procede per le parti derivanti dal CCNL 2021-2023 con la contrattazione aziendale.
Unioncamere: firmata l’ipotesi di CCNL 2019-2021. Stiamo preparando la piattaforma del rinnovo contrattuale 2022-2024 così da allinearci anche qui alle decorrenze contrattuali. La parte normativa è stata rivista in questo contratto (2019-2021) quindi si tratterà di negoziare prevalentemente la parte economica.
Anci: CCNL 2022-2024 scaduto il 31.12.2024 e siamo in trattativa per il rinnovo. Presentata piattaforma unitaria che prevede un incremento pari almeno alle previsioni IPCA per il triennio, tenuto conto degli eventuali scostamenti rispetto agli anni precedenti. Si contratta anche la parte normativa seppur in minima parte, ivi compreso il campo di applicazione del CCNL.
FICEI: Scaduto il CCNL del triennio 2022-2024, aperta la trattativa, inviata piattaforma contrattuale unitaria e proposte normativa di modifica dell’articolato contrattuale. Per quanto riguarda la parte economica richiesto incremento pari almeno alle previsioni IPCA per il triennio 2025-2027, tenuto conto degli eventuali scostamenti rispetto agli anni precedenti. Si contratta anche la parte normativa seppur non completamente, ivi compreso il campo di applicazione del CCNL.
Focus:
Enti privatizzati
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