La CISL FP aveva già illustrato nel dettaglio le proposte emendative per contratti, accreditamenti e tutele nella sanità privata, presentate dai sindacati. Ora il confronto parlamentare entra nel vivo e l’impegno è fare in modo che quelle rivendicazioni possano tradursi in norme concrete.
Sanità privata: la CISL FP spinge sull’interlocuzione parlamentare
In queste ore la CISL FP sta intensificando l’interlocuzione istituzionale affinché le proposte sulla sanità privata siano sostenute nel corso dell’esame del provvedimento.
Per la CISL FP non si tratta di una battaglia formale, ma di utilizzare ogni spazio legislativo disponibile per affrontare problemi che da troppo tempo ricadono direttamente sulle condizioni economiche e professionali di chi lavora.
Il punto resta lo stesso: chi garantisce un servizio pubblico deve poter contare su salari adeguati, contratti rinnovati e tutele dignitose, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del datore di lavoro.
Risorse pubbliche e rinnovo dei CCNL: il primo obiettivo
Una delle proposte sostenute dalla CISL FP riguarda la destinazione delle maggiori risorse derivanti dagli incrementi tariffari riconosciuti alle strutture sanitarie private accreditate.
La richiesta è che queste risorse siano destinate prioritariamente anche alla copertura degli oneri derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.
Per la CISL FP, non può esserci un incremento del finanziamento pubblico destinato alle strutture senza che questo produca un beneficio concreto anche per le persone che ogni giorno garantiscono le prestazioni sanitarie e sociosanitarie.
Le risorse pubbliche devono servire anche a valorizzare il lavoro. Non possono aumentare le disponibilità economiche del sistema accreditato mentre i contratti restano fermi e il personale continua a perdere potere d’acquisto.
Accreditamenti legati all’applicazione e al rinnovo dei contratti
Il secondo nodo riguarda il sistema degli accreditamenti con il Servizio sanitario nazionale.
La posizione della CISL FP è netta: l’applicazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e il loro rinnovo secondo le corrette decorrenze devono diventare elementi centrali per chi opera in regime di accreditamento e beneficia di finanziamenti pubblici.
Non è sostenibile un modello nel quale una struttura può svolgere attività per conto del Servizio sanitario nazionale, ricevere risorse provenienti dalla fiscalità generale e contemporaneamente lasciare il proprio personale per anni in attesa del rinnovo del contratto.
Accreditamento, risorse pubbliche e rispetto della contrattazione devono procedere insieme.
Indennità di vacanza contrattuale: cancellare la disparità per la sanità privata
Resta centrale anche la richiesta di eliminare la disciplina differenziata che ha escluso il personale della sanità privata e sociosanitaria accreditata dal meccanismo automatico di tutela previsto in caso di ritardo nel rinnovo del contratto nazionale.
Per la generalità dei lavoratori interessati dalla disciplina, in caso di mancato rinnovo del CCNL entro nove mesi dalla scadenza è prevista un’anticipazione economica parametrata al 50% della variazione dell’indice IPCA-NEI.
La CISL FP chiede che anche le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e sociosanitaria accreditata possano beneficiare della stessa tutela.
La contrattazione deve restare lo strumento centrale per determinare salari e condizioni di lavoro, ma non è accettabile che proprio un settore caratterizzato da rinnovi contrattuali estremamente tardivi venga privato di una garanzia economica prevista per gli altri lavoratori.
Stesso servizio pubblico, differenze salariali ancora troppo elevate
La questione salariale resta uno dei punti più critici della vertenza.
Le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti delle strutture private accreditate garantiscono ogni giorno assistenza e prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale, spesso svolgendo attività sostanzialmente analoghe a quelle dei colleghi delle aziende sanitarie pubbliche.
Eppure permangono differenze retributive che, per alcune professionalità, possono raggiungere diverse centinaia di euro al mese.
Per la CISL FP questa situazione incide non soltanto sul riconoscimento professionale, ma anche sulla capacità del sistema di attrarre e trattenere infermieri, operatori e professionisti sanitari.
Chi garantisce un servizio pubblico deve poter contare su salari adeguati, contratti rinnovati e tutele dignitose, indipendentemente dalla natura pubblica o privata del datore di lavoro.
La qualità dell’assistenza passa dalla qualità del lavoro
Il principio che guida le proposte della CISL FP è chiaro: non può esistere qualità dell’assistenza senza qualità del lavoro.
Le strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate costituiscono una componente importante del sistema di erogazione delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale. Proprio per questo, la loro integrazione nel sistema pubblico deve accompagnarsi a standard adeguati anche sul piano contrattuale e professionale.
Salari dignitosi, contratti rinnovati, condizioni di lavoro sostenibili e riconoscimento professionale sono anche strumenti indispensabili per garantire continuità e qualità dell’assistenza ai cittadini.
Non è più accettabile che l’aumento delle risorse destinate alle strutture accreditate non si traduca anche in un investimento concreto sulle donne e sugli uomini che ogni giorno garantiscono quei servizi.
Risorse pubbliche e diritti del lavoro devono andare insieme
La posizione della CISL FP resta ferma anche sul rapporto tra finanziamento pubblico e sistema della sanità accreditata.
Se lo Stato e le Regioni destinano maggiori risorse alle strutture private che operano per conto del Servizio sanitario nazionale, quelle risorse devono essere accompagnate da garanzie certe sul rinnovo dei contratti e sul trattamento economico del personale.
Non può continuare a esistere un sistema nel quale l’incremento delle tariffe viene riconosciuto senza che venga contestualmente garantita la valorizzazione delle persone che rendono possibili le prestazioni sanitarie e sociosanitarie.
È una questione di corretta destinazione delle risorse pubbliche, ma anche di tenuta complessiva del sistema sanitario: senza professionisti adeguatamente retribuiti, tutelati e valorizzati diventa sempre più difficile garantire continuità assistenziale, attrattività delle strutture e qualità dei servizi.
Il costo dei ritardi contrattuali non può ricadere sui lavoratori
La CISL FP continuerà inoltre a contrastare ogni norma che determini una disparità di trattamento per il personale della sanità privata e sociosanitaria accreditata.
La richiesta di ripristinare anche per questo settore la tutela economica prevista in caso di ritardo nel rinnovo del contratto parte da un principio elementare: non possono essere le lavoratrici e i lavoratori a pagare il prezzo dei ritardi nella contrattazione.
Quando un contratto resta scaduto per anni sono i salari a perdere valore. Per questo servono strumenti capaci di tutelare il potere d’acquisto e, contemporaneamente, di favorire rinnovi tempestivi dei contratti collettivi nazionali.
La sanità privata non può avere lavoratrici e lavoratori di serie B
Chi lavora nella sanità privata accreditata cura gli stessi cittadini, garantisce prestazioni inserite nel Servizio sanitario nazionale, affronta responsabilità professionali e contribuisce ogni giorno a rendere effettivo il diritto alla salute.
Eppure continuano a esistere differenze salariali e contrattuali profonde rispetto al settore pubblico, accompagnate in molti casi da rinnovi che arrivano dopo anni di attesa.
Per la CISL FP non possono esserci lavoratrici e lavoratori di serie B all’interno dello stesso sistema sanitario. Il riconoscimento del ruolo svolto dalla sanità privata accreditata deve necessariamente accompagnarsi al riconoscimento del valore delle persone che vi lavorano.
Dalla mobilitazione alla battaglia parlamentare: la CISL FP non arretra
Il lavoro di queste settimane in Parlamento rappresenta la prosecuzione di una vertenza che la CISL FP porta avanti con continuità attraverso la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, il confronto con le istituzioni e la pressione sulle controparti datoriali.
Abbiamo portato la voce della sanità privata nelle piazze, nel confronto con il Ministero della Salute e con la Conferenza delle Regioni e ora dentro il percorso parlamentare del Decreto PA.
Ogni passaggio ha avuto e continuerà ad avere lo stesso obiettivo: trasformare le rivendicazioni di centinaia di migliaia di lavoratrici, lavoratori e professionisti in risposte normative e contrattuali concrete.
Per questo la CISL FP considera decisiva l’interlocuzione che si sta sviluppando in queste ore. Gli emendamenti non devono restare semplicemente proposte agli atti: stiamo lavorando affinché trovino sostegno durante l’esame parlamentare e possano diventare norme capaci di incidere concretamente sulle condizioni di chi lavora.
Ora servono risposte concrete
La fase dell’esame degli emendamenti rappresenta quindi un passaggio importante. La CISL FP continuerà a confrontarsi con le istituzioni e con le forze parlamentari affinché le proposte avanzate possano essere accolte.
Le priorità sono quelle che sosteniamo da tempo: vincolare le risorse pubbliche alla valorizzazione del personale, garantire l’applicazione e il rinnovo dei CCNL, rafforzare le tutele economiche e superare le disparità che penalizzano il personale della sanità privata e sociosanitaria accreditata.
Non servono ulteriori dichiarazioni di principio. Servono risposte che producano effetti reali sulle buste paga, sui diritti e sulle condizioni professionali delle persone.
CISL FP in prima linea: ogni strumento utile sarà utilizzato
La CISL FP continuerà a essere in prima linea fino a quando non arriveranno le risposte che le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti della sanità privata attendono.
Lo abbiamo fatto attraverso la mobilitazione, lo abbiamo fatto nel confronto con Governo e Regioni, lo stiamo facendo con gli emendamenti al Decreto PA e continueremo a farlo in ogni provvedimento e in ogni veicolo legislativo utile.
La nostra linea non cambia: utilizzare la contrattazione, la mobilitazione e l’interlocuzione istituzionale per ottenere risultati concreti.
Finché i contratti non saranno rinnovati, finché non saranno garantite condizioni economiche dignitose e finché il sistema dell’accreditamento non sarà legato in modo chiaro al rispetto dei diritti del lavoro, la CISL FP continuerà questa battaglia.
Alle lavoratrici, ai lavoratori e ai professionisti della sanità privata servono risposte. È il momento che quelle risposte arrivino.
Per approfondire le proposte già presentate dalla CISL FP, leggi anche: Sanità privata: gli emendamenti CISL FP su contratti, accreditamenti e tutele.
