Roma, 30 giugno 2026 – La tensione nel comparto della sanità privata e delle RSA resta alta. Con una nota unitaria, i Segretari Generali di FP CGIL, CISL FP e UIL FP – Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi – hanno inviato un sollecito urgente al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. Il messaggio è perentorio: “Serve un incontro urgente o intensificheremo la mobilitazione”.
“Le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti della sanità privata e delle RSA attendono da 8 e 14 anni il riconoscimento dei propri diritti contrattuali e salariali, e la situazione è ormai divenuta insostenibile. Il sistema continua a reggersi esclusivamente sulle spalle di professioniste e professionisti che, pur tra difficoltà crescenti, garantiscono ogni giorno servizi essenziali alla cittadinanza: per questo la misura è oramai colma.” Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi
Il Decreto Lavoro e l’esclusione “incomprensibile” dall’indennità
A far traboccare il vaso è stato il recente impianto normativo del Decreto Lavoro, che secondo le sigle sindacali penalizza apertamente i lavoratori del socio-sanitario, favorendo unicamente le associazioni datoriali. Al centro della contestazione c’è il blocco dell’indennità di vacanza contrattuale, concessa agli altri settori privati ma negata a chi opera nelle RSA e nelle cliniche convenzionate.
“L’unico intervento adottato sul settore ha finito per favorire esclusivamente le parti datoriali. Ci riferiamo al decreto lavoro che ha escluso le lavoratrici e i lavoratori del socio-sanitario dall’indennità di vacanza contrattuale, riconosciuta invece a tutti gli altri dipendenti dei settori privati. Una scelta incomprensibile, motivata dall’asserita ‘incertezza dei ricavi’ dei datori di lavoro, nonostante le aziende operino con budget triennali definiti dalle Regioni e siano quindi prive di reali elementi di incertezza”, spiegano i leader sindacali.
“Questa esclusione rappresenta uno schiaffo in pieno volto per chi attende il rinnovo del contratto da ben 14 anni nelle Rsa e da 8 anni nella sanità privata. È inaccettabile che la definizione dell’indennità sia stata rimandata proprio alla contrattazione con chi, da anni, si rifiuta di aprire i tavoli negoziali. Ribadiamo pertanto la necessità e l’urgenza di un confronto immediato con il Ministero e le Regioni.”
Le tappe di una protesta che non si ferma: dallo sciopero ai presidi in piazza
La lettera inviata a Schillaci e Fedriga è solo l’ultimo tassello di una lunghissima battaglia sindacale che negli ultimi mesi ha visto i lavoratori scendere ripetutamente in piazza per rivendicare dignità salariale contro l’immobilità di AIOP e ARIS.
Il percorso di lotta ha radici profonde ed è culminato inizialmente nella giornata di sciopero dello scorso aprile, che ha visto una straordinaria partecipazione in Piazza Santi Apostoli a Roma con oltre 300mila operatori a chiedere risposte immediate.
Più recentemente, l’indignazione del comparto si è riaccesa di fronte ai blitz normativi in Parlamento. Proprio la scorsa settimana, i sindacati avevano indetto un presidio di protesta a Piazza Vidoni per fare pressione sulla politica e contrastare le decisioni dell’esecutivo. La mobilitazione è poi proseguita con i lavoratori in piazza contro quello che è stato ribattezzato “l’emendamento della vergogna”, un provvedimento che ha istituzionalizzato la disparità di trattamento nel socio-sanitario.
Il video dell’intervento di Roberto Chierchia, Segretario Generale CISL FP, in Piazza Vidoni
Alle istituzioni: pronti a nuovi presidi
Senza una convocazione immediata e risolutiva da parte del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni, FP CGIL, CISL FP e UIL FP sono pronte a nuove iniziative di mobilitazione.
“Nel rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo, qualora dovesse perdurare questo assordante silenzio da parte di tutte le istituzioni coinvolte, saremo costretti a rafforzare ulteriormente le iniziative di mobilitazione già avviate, prevedendo anche presidi di protesta a sostegno dello sciopero nazionale dello scorso 17 aprile”, concludono Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi.
