Roma, 1° maggio 2025 – La CISL Funzione Pubblica accoglie con favore il documento della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, approvato il 17 aprile scorso, che propone un’analisi approfondita e un piano di interventi in tema di personale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tuttavia, il sindacato sottolinea con forza la necessità di un coinvolgimento attivo delle Organizzazioni Sindacali (OO.SS.) nel processo di riforma e chiede azioni immediate e concrete per rispondere a una crisi ormai strutturale.
Una condivisione sostanziale, ma con richiami chiari
La CISL FP, attraverso la nota firmata dal Segretario Generale Maurizio Petriccioli, esprime piena approvazione sui principi e sulle linee programmatiche delineate dalla Conferenza delle Regioni. L’urgenza di rispondere alla grave carenza di personale, soprattutto infermieristico, è un tema che la CISL FP denuncia da anni in ogni sede istituzionale.
La posizione del sindacato è chiara: serve un piano di interventi su tre livelli – breve, medio e lungo termine – capace di valorizzare il personale esistente, aumentare gli organici e rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie. Questo percorso, secondo la CISL FP, deve essere costruito insieme alle organizzazioni dei lavoratori, evitando decisioni calate dall’alto.
Le criticità evidenziate dalla CISL FP
Pur condividendo l’impianto generale del documento, la CISL FP evidenzia alcune omissioni rilevanti:
- La sanità accreditata dimenticata: manca ogni riferimento al settore della sanità privata accreditata, che in molte regioni copre fino al 50% del fabbisogno di salute dei cittadini. I lavoratori di questo comparto vivono una crisi ancora più acuta, con contratti non rinnovati da decenni e retribuzioni inferiori di oltre il 40% rispetto ai colleghi del pubblico impiego. Proprio per questi motivi è previsto uno sciopero del settore il prossimo 22 maggio.
- Il ruolo centrale della contrattazione collettiva: la CISL FP ribadisce che il benessere organizzativo, il contrasto al burn-out e la valorizzazione professionale devono passare attraverso la contrattazione collettiva nazionale. È questo lo strumento più efficace per garantire risposte rapide e su misura per lavoratrici e lavoratori.
Le richieste della CISL FP: salari, organici e benessere
Nel dettaglio, la CISL FP sottolinea alcuni nodi prioritari:
- Aumento delle retribuzioni: il salario degli infermieri italiani è tra i più bassi dell’area OCSE. È fondamentale riallinearli alla media europea e superare il limite al salario accessorio previsto dal D.lgs. 75/2017.
- Piani assunzionali strutturali: occorre programmare assunzioni sulla base dei reali bisogni assistenziali della popolazione, tenendo conto dell’invecchiamento degli organici e della popolazione stessa.
- Miglioramento delle condizioni di lavoro: per rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie servono incentivi per le aree disagiate, sviluppo del welfare aziendale, supporto alla genitorialità e politiche efficaci per la parità di genere.
Un appello alla Conferenza delle Regioni: costruire insieme il futuro della sanità
Alla luce delle gravi criticità evidenziate, la CISL FP chiede alla Conferenza delle Regioni di attivare immediatamente tavoli di confronto con le Organizzazioni Sindacali, per garantire che ogni riforma sia frutto di un dialogo vero e costruttivo.
Il futuro del Servizio Sanitario Nazionale – conclude la CISL FP – si gioca oggi sulla capacità di dare risposte rapide, concrete e condivise. Solo così sarà possibile garantire il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione e costruire un SSN più giusto, moderno e sostenibile.
