Roma, 23 luglio – “Domani, dalle ore 10, saremo davanti al Ministero della Salute per dare voce alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità privata e delle RSA che attendono da troppo tempo il rinnovo dei contratti collettivi nazionali. Dopo anni di rinvii, incontri interlocutori e dichiarazioni di principio, ci aspettiamo finalmente un segnale di discontinuità. Non bastano più gli impegni: servono decisioni concrete”.
Lo dichiarano i Segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, alla vigilia del presidio nazionale in programma domani, davanti al Ministero della Salute (Lungotevere Ripa).
“Rispettivamente da 8 e 14 anni, 300 mila lavoratrici, lavoratori e professionisti continuano a garantire un servizio pubblico essenziale senza un contratto rinnovato. Chiediamo che Governo e Conferenza delle Regioni assumano finalmente un ruolo decisivo, introducendo regole certe sugli accreditamenti: chi eroga servizi pubblici con risorse pubbliche deve essere obbligato a rinnovare i contratti collettivi nazionali. È l’unico modo per impedire che il dumping contrattuale continui ad essere finanziato con soldi pubblici”.
“Non può esserci una sanità privata che continua a crescere sulle spalle di chi lavora. I dati diffusi dall’Area Studi Mediobanca parlano di un settore che nel 2024 ha raggiunto 13,4 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del +22% rispetto al 2019. È evidente che le risorse e lo sviluppo del comparto devono tradursi anche nel rinnovo dei contratti, nella crescita dei salari e nella valorizzazione delle professionalità che ogni giorno garantiscono l’assistenza ai cittadini”.
“In considerazione di questo – proseguono – è davvero inaccettabile che il Parlamento abbia escluso le lavoratrici e i lavoratori del socio-sanitario dall’indennità di vacanza contrattuale. Una scelta che rischia di alimentare ulteriormente i ritardi nei rinnovi e di penalizzare chi opera in un settore fondamentale del Servizio sanitario”.
“Il presidio di domani rappresenta un nuovo passaggio di una mobilitazione che non si fermerà. Continueremo a sostenere questa vertenza fino a quando non arriveranno il rinnovo dei contratti, salari dignitosi e regole chiare sugli accreditamenti. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle RSA non possono più aspettare”, concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi.
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