La CISL FP audita in Senato sulla riforma della Polizia Locale
Nella giornata successiva, la CISL è stata audita presso la I Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge n. 1903, recante “Delega al Governo per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della Polizia Locale”, congiuntamente ai disegni di legge n. 610, 704 e 883.
Per la confederazione CISL ha introdotto Gabriella Di Girolamo. In rappresentanza della CISL FP era presente il Coordinatore Nazionale della Polizia Locale Michele Marocco, che ha illustrato le proposte dell’organizzazione sindacale per garantire finalmente alla categoria il riconoscimento professionale, normativo ed economico che attende da oltre quarant’anni.
Il video dell’intervento:
Una legge del 1986 non più adeguata alla realtà attuale
La CISL FP ha evidenziato come la Legge 7 marzo 1986 n. 65, che disciplina attualmente la Polizia Locale, non sia più in grado di rispondere alle esigenze operative e organizzative della società contemporanea, evidenza emersa con chiarezza durante i lavori del convegno nazionale dedicato al tema.
Negli ultimi decenni il concetto stesso di sicurezza pubblica è profondamente cambiato. La sicurezza urbana, intesa come qualità della vita, tutela degli spazi pubblici e vivibilità delle città, è diventata una componente fondamentale del sistema di sicurezza integrata. Tuttavia, la normativa non si è evoluta con la stessa velocità, lasciando la Polizia Locale in una situazione di incertezza giuridica e organizzativa.
Per la CISL FP, il nodo centrale della riforma riguarda la definizione della polizia amministrativa locale, concetto introdotto dalla riforma del Titolo V della Costituzione ma mai definito in modo puntuale dal legislatore.
L’assenza di una definizione chiara genera infatti sovrapposizioni di competenze, difficoltà operative e incertezze interpretative che incidono quotidianamente sull’attività degli operatori.
Più funzioni e responsabilità senza adeguati riconoscimenti
Nel corso dell’audizione è stato ricordato come la Polizia Locale svolga ormai un’attività estremamente articolata che comprende la sicurezza urbana, la polizia stradale, il controllo del commercio, la tutela ambientale, la vigilanza edilizia, la protezione civile, la gestione delle emergenze, la prevenzione degli inquinamenti, i trattamenti sanitari obbligatori e numerose altre funzioni di rilevanza pubblica.
Nonostante l’ampliamento delle competenze attribuite ai Sindaci e ai Corpi di Polizia Locale attraverso i Patti per la Sicurezza e il Decreto Sicurezza del 2017, il quadro normativo continua a non garantire strumenti adeguati per affrontare tale complessità.
Carenza di organici e personale sempre più anziano
Tra i temi affrontati dalla CISL FP vi è anche la grave carenza di personale che interessa il comparto.
Dal 2014 al 2022 gli organici della Polizia Locale hanno registrato una riduzione di oltre 8.000 unità, mentre le attività richieste sono progressivamente aumentate. Parallelamente, l’età media degli operatori supera ormai abbondantemente i 50 anni.
La CISL FP ha chiesto il superamento dei limiti assunzionali per gli enti virtuosi e un piano straordinario di rafforzamento degli organici, anche alla luce delle richieste avanzate dalle Prefetture per garantire servizi di sicurezza sulle 24 ore nei principali centri urbani.
Previdenza, tutele e riconoscimento professionale
Uno dei punti centrali della proposta della CISL FP riguarda il superamento delle disparità esistenti rispetto alle Forze di Polizia a ordinamento statale.
La riforma dovrà garantire una piena equiparazione sotto il profilo economico, previdenziale, assistenziale, assicurativo, infortunistico e fiscale, mantenendo però la Polizia Locale all’interno del sistema delle autonomie locali.
Particolare attenzione è stata posta sul riconoscimento della professione tra i lavori usuranti e gravosi, sull’accesso a forme di pensionamento più adeguate e sul rafforzamento delle tutele per il personale vittima di aggressioni o infortuni in servizio.
Le richieste della CISL FP per la riforma della Polizia Locale
Nel corso dell’audizione, la CISL FP ha ribadito la necessità di una riforma capace di garantire certezza delle competenze, valorizzazione professionale e migliori condizioni di lavoro.
Tra le proposte avanzate figurano la definizione puntuale delle funzioni della Polizia Locale, il rafforzamento della specifica sezione contrattuale nel CCNL Funzioni Locali, il superamento dei vincoli sul salario accessorio per finanziare progetti di sicurezza urbana, l’accesso alle principali banche dati nazionali, il collegamento strutturale al numero unico di emergenza 112, il rafforzamento della formazione continua e il riconoscimento di adeguate tutele legali e assicurative.
La CISL FP ha inoltre chiesto il mantenimento della contrattazione della Polizia Locale nel comparto delle Funzioni Locali e una maggiore uniformità nazionale nelle uniformi e nelle livree dei mezzi di servizio, per garantire una immediata riconoscibilità da parte dei cittadini.
Un’occasione storica da non perdere
La riforma della Legge Quadro della Polizia Locale rappresenta un passaggio storico per oltre 47.000 agenti e ufficiali che attendono da decenni un adeguamento normativo all’altezza delle responsabilità svolte quotidianamente.
Per la CISL FP questa è un’occasione irripetibile per restituire dignità, riconoscimento e strumenti adeguati a un comparto che garantisce sicurezza, legalità e prossimità nelle comunità locali.
La richiesta avanzata al Parlamento è chiara: trasformare finalmente le parole in fatti concreti, attraverso una riforma capace di riconoscere diritti, valorizzare professionalità e rafforzare il ruolo della Polizia Locale nel sistema della sicurezza del Paese.
